E' esperienza comune di molti genitori e insegnanti confrontarsi ogni giorno con bambini e ragazzi dalla continua e inarrestabile "vitalità".

Per quanto faticosa possa essere la gestione di tanta esuberanza, tipica dei più giovani, non vi è nulla di anormale in un comportamento dinamico e spensierato che, al limite delle possibilità, andrebbe "goduto" dagli adulti assieme a loro.

Vi sono però casi in cui l'inarrestabile esigenza:

  • di giochi sfrenati, talvolta pericolosi;
  • di intraprendere più attività contemporaneamente, saltando da una all'altra, lasciandole tutte "a metà";
  • di essere al centro dell'attenzione a tutti i costi, spesso con comportamenti indesiderabili

diventa un grosso limite per bambini e ragazzi che, continuamente disattenti e agitati, non riescono a impegnarsi a scuola o a seguire le regole familiari, e sembrano vivere in un continuo stato di irrequietezza che non trova (e non lascia) pace.

Nel DDAI la difficoltà del bambino sta nell'incapacità di regolare il proprio comportamento d'accordo con il passare del tempo, degli obiettivi da raggiungere e delle richieste dell’ambiente. Il DDAI non è, infatti, un tanto un disturbo dell'apprendimento, quanto un disturbo del comportamento, o meglio, dell'auto-regolazione del comportamento. Le sue ripercussioni sull'apprendimento sono tuttavia evidenti e viene, quindi, considerati da alcuni come un disturbo non specifico dell'apprendimento.

Vediamo in che modo si presenta in vari contesti. Questo è importante perché la diagnosi di DDAI richiede che i comportamenti disattenti e iperattivi siano presenti in almeno due ambienti diversi (ad esempio: a casa e a scuola).

In classe questi bambini
  • si alzano spesso dal banco, chiedono continuamente di uscire o semplicemente si alzano senza permesso per vagare per l'aula;
  • disturbano i compagni involontariamente con i loro spostamenti o intenzionalmente per distoglierli dalle attività assegnate;
  • sono chiassosi, intervengono in maniera non pertinente;
  • sono disorganizzati, dimenticano o perdono il materiale;
  • si distraggono alla prima occasione, rifiutano di iniziare le attivitàpiù impegnative
Con i compagni le cose non vanno meglio
  • disturbano anche chi vorrebbe seguire la lezione
  • nei giochi o nei lavori di gruppo non rispettano le regole o i turni e possono agire ingenuamente in modo prepotente.

Non stupisce il fatto che non siano molto graditi dai coetanei e che spesso finiscano per essere isolati dal resto del gruppo. Spesso quindi questi bambini o ragazzi si affidano al ruolo di "pagliaccio" o "buffone" per conquistare un po' di attenzione e qualche risata in classe con le proprie stramberie.

A casa
  • non seguono le regole e, se ripresi, rispettano o eseguono solo momentaneamente quanto gli è stato richiesto, per ritornare poco dopo ad agire in maniera disordinata, disattenta
  • I compiti a casa sono uno scoglio quotidiano da superare, nonostante la buona intelligenza;
  • Durante ogni attività che richiede di concentrarsi... ogni motivo è buono per alzarsi dalla sedia e controllare cosa fa la mamma o i fratelli o chi è alla porta o alla finestra.

I motivi per i comportamenti di disattenzione e iperattività possono essere davvero molti e richiedono una valutazione approfondita, che escluda, ad esempio:


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