Una dipendenza da Internet è un qualunque comportamento legato ad un'attività online, cui non si riesce a fare a meno (compulsivo). Questo comportamento interferisce in maniera significativa con la vita quotidiana personale a livello familiare, sociale, lavorativo, ecc. Per il soggetto dipendente, l'esigenza di essere collegato a Internet (non a scopo lavorativo o di studio o in qualche modo produttivo) diventa tale da far passare in secondo piano qualunque altro aspetto della propria vita.
Diversi sottotipi di dipendenza da Internet sono stati identificati. Alcuni sono la versione "aggiornata" e digitale di dipendenze già note, altri invece sono fenomeni inediti legati alle nuove tecnologie della Rete.
Tra le più diffuse dipendenze da Internet si contano quelle da (articoli presto disponibili):
Il fenomeno è sempre più al centro dell'attenzione clinica e mediatica e, mentre gli effetti dell'assuefazione alla Rete e alle diverse esperienze online sono sempre più evidenti, anche a livello medico-psichiatrico si inizia a parlare di un possibile Disturbo da Dipendenza Internet (in inglese IAD - Internet Addiction Disorder).
Secondo I. Goldberg (1995), questo nuovo disturbo è caratterizzato da sintomi di assuefazione (avere bisogno di quantità sempre maggiori per mantenere l'effetto desiderato) e di astinenza (episodi di crisi dovuti alla mancanza dell'oggetto di dipendenza), tra cui:
Giovani e adulti possono finire nella"rete" di Internet al punto da diventarne dipendenti. In America il fenomeno è già studiato da circa 15 anni, ad esempio al Center for Internet Addiction Recovery, diretto da una delle massime esperte in materia, la dr.ssa Kimberly S. Young.
Le informazioni qui riportate sono tratte dalle sue pubblicazioni e da articoli comparsi in nuove riviste scientifiche dedicate a questo fenomeno, come CyberPsychology and Behavior.
Secondo la Young, non è tanto il tempo trascorso su Internet a segnalare una dipendenza, bensì quanto questo tempo influisce sulla vita del soggetto. La caratteristica basilare dell'assuefazione alla Rete è la "perdita di controllo" riguardo alla propria esperienza online. Tipici sintomi sono:
Un segnale importante di dipendenza è il ricorso a Internet come mezzo per alterare il proprio umore.
Secondo dati americani, la metà dei soggetti dipendenti da Internet ha alle spalle una precedente storia di assuefazione, principalmente all'alcol, alla nicotina, alle droghe o al sesso.
Sono più a rischio di sviluppare compulsioni legate alla Rete le persone che soffrono di problemi emotivi, depressione, disturbi d'ansia e che ricorrono alle diverse attività online per “dimenticare” situazioni personali stressanti, dolorose o spiacevoli.
Problemi relazionali sono altresì molto frequenti tra le persone dipendenti da Internet. Per queste persone, l'utilizzo di messaggerie istantanee (MSN, ICQ, Yahoo, ecc.), di servizi di chat o di altre applicazioni interattive, diventa un modo rassicurante di stabilire nuove relazioni e di approcciarsi agli altri con minore timore.
I giovani, e in particolare gli studenti, sono la categoria più a rischio dipendenza. Sono infatti incoraggiati a utilizzare il computer (per studio, ricerca, comunicazione), spesso frequentano ambienti dove computer e collegamenti gratuiti sono disponibili (biblioteche, università, Internet caffè), dispongono di dispositivi mobili (cellulari, palmari, PC portatili) che permettono di restare sempre online, collegati alla Rete.
Inoltre i giovani attraversano una fase evolutiva in cui l'identità in formazione e la frequente insoddisfazione per le proprie relazioni e qualità della vita rendono più attraenti le possibilità di sperimentazione e interazione offerte dalla Rete.
Quando parliamo di dipendenze, pensiamo subito a sostanze come l'alcol o le droghe illecite. Chi ne è assuefatto ritiene di averne bisogno semplicemente per sentirsi "normale".
Tra soggetto dipendente e sostanza si stabilisce, un po' alla volta, una relazione prioritaria rispetto alle altre. La sostanza viene assunta per contenere temporaneamente situazioni personali problematiche, per lo più per evitarle o per annullarle attraverso uno "stordimento" che fornisce un falso senso di sicurezza personale.
Il soggetto presto impara a ricorre alla sostanza per "auto-medicarsi" a seconda di come si sente, creando una dipendenza psicologica ancor prima che fisica.
Una dipendenza, secondo l'esperto Stanton Peele, crea infatti un legame basato su emozioni e sensazioni gratificanti che non si è in grado di ottenere in altro modo. La dipendenza permette alla persona di raggiungere senza fatica un obiettivo, ad esempio allentare un forte senso di ansia o riempire un senso di "vuoto" interiore.
Detto ciò, risulta chiaro come le dipendenze non riguardino esclusivamente le sostanze chimiche, ma possano instaurarsi anche riguardo a determinati comportamenti o processi che generano soddisfazione. Le dipendenze da "processo" riguardano attività come il mangiare, il giocare d'azzardo, il sesso, fare shopping e altre. Anche il ripetersi compulsivo di tali processi ha lo scopo di rifuggire sensazioni di ansia e stress che non si riescono a gestire.
Le dipendenze da processo così come quelle da sostanza seguono schemi comportamentali noti:
Le dipendenze da Internet sono state paragonate alla dipendenza da gioco d'azzardo: una patologia psichiatrica riconosciuta in cui l'elemento critico di assuefazione è un processo e non una sostanza chimica.
Ecco alcuni dati di rilievo, che permettono di capire l'entità del problema:
La prestigiosa Stanford University School of Medicine Study ha condotto uno studio che segnala che 1 americano su 8 potrebbe soffrire di dipendenze da Internet.
Le dipendenze da Internet hanno raggiunto proporzioni epidemiche in paesi come Korea, Cina e Taiwan.
In Europa e nel resto del mondo da qualche anno sono stati aperti veri e propri centri di "disintossicazione" dalla Rete.
Diversamente dalle strategie di recupero da altre dipendenze, dove l'astinenza dalla sostanza o processo di assuefazione è fondamentale, è molto difficile eliminare totalmente l'accesso ad Internet, strumento con il quale tutti lavoriamo e studiamo quotidianamente. Il trattamento mira quindi a un utilizzo moderato della Rete, correggendo convinzioni personali disfunzionali e predisponendo strategie e tecniche di automonitoraggio e autocontrollo del proprio comportamento secondo un approccio cognitivo-comportamentale.