Le fobie sono disturbi d'ansia, caratterizzati da immotivate reazioni di paura di fronte a particolari stimoli (oggetti, persone, animali o situazioni), che tuttavia rappresentano una minaccia limitata, se non addirittura inesistente, per chi le prova.

Il termine fobia, che deriva dal greco antico "fobos" (paura), denota una serie di manifestazioni psicologiche e fisiologiche che possono variare in intensità, per cui:

  • alcune persone semplicemente non amano o preferiscono evitare l'oggetto della loro fobia, che provoca in loro pochi lievi sintomi ansiosi;
  • altri invece, di fronte a ciò che temono, soffrono di veri e propri attacchi di panico, con tutti i debilitanti sintomi associati
Paure e fobie

Benchè si manifestino esternamente in maniera simile, paure e fobie non sono la stessa cosa.

E' corretto parlare di paura quando l'oggetto dei nostri timori è una reale minaccia alla nostra persona in quel dato momento: un cane rabbioso che ci rincorre, un'aggressione, ecc. La paura è una reazione del tutto normale e necessaria di fronte ad alcuni stimoli dell'ambiente.

Nel corso dell'evoluzione, l'uomo ha sviluppato un meccanismo automatico che, in situazioni di pericolo, lo prepara a "combattere" o a "fuggire", a volte a "raggelarsi" immobilizzandosi (freezing): quando abbiamo paura, il nostro corpo si attiva fisiologicamente per affrontare la minaccia o per allontanarsi velocemente da essa.

E' a tutti chiaro cosa ci succede quando proviamo paura:

  • il cuore batte velocemente (per apportare più sangue e quindi più ossigeno e nutrimento agli organi o membra impegnati a "combattere" o "fuggire");
  • il corpo trema, la voce cambia (per l'azione di costrizione dei muscoli che si attivano)
  • il pensiero diventa meno lucido (poichè la maggior parte del sangue arriva alle membra, anzichè al cervello... di fatti, mettersi a ragionare di fronte a un pericolo immediato è inutile, ed è meglio agire!)

La paura ci ha aiutato a sopravvivere come specie, nel corso del tempo, in ambienti ostili e pericolosi.

La fobia invece è una reazione di paura di fronte a qualcosa che non pone alcuna minaccia alla nostra integrità. E chi la prova è cosciente della propria reazione esagerata. Per chiarire la differenza tra paura e fobia proviamo a fare un esempio:

quella per gli squali è una paura giustificata, se si è al mare in qualche località dove può capitare di avere pericolosi incontri in acqua. Non è una paura invece, bensì una fobia, la reazione di chi, magari vivendo in città, teme anche solo di immergersi in piscina o rischia l'attacco di panico di fronte all'immagine di uno squalo in televisione o su rivista.

Classificazione delle fobie

Nel manuale psichiatrico di riferimento DSM-IV, si distinguono i seguenti tipi di fobia:

1. Fobia sociale - una significativa e pervasiva paura di situazioni pubbliche potenzialmente imbarazzanti. Chi soffre di fobia sociale è in genere riluttante a compiere semplici azioni quali il mangiare, il camminare o il parlare di fronte ad altri.

2. Fobie specifiche - è la paura di uno specifico oggetto o situazione, con i seguenti sottotipi:

  • animali: cani, ragni, serpenti, ecc.
  • sangue-iniezioni-ferite, ecc.
  • ambienti naturali: temporali, altezze, acqua, ecc.
  • situazionale: guidare, attraversare ponti o gallerie, usare l'ascensore, ecc.

3. Agorafobia - è la paura di trovarsi in una situazione dalla quale sarebbe troppo difficile o imbarazzante allontanarsi, o nella quale non si potrebbe ricevere aiuto nel caso si soffrisse un attacco di panico. Spesso chi soffre di agorafobia sviluppa il timore delle folle, di trovarsi da solo e talvolta anche di uscire di casa.


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