Risarcimento danni: danno biologico di tipo psichico, danno morale, danno esistenziale

Sono molteplici gli eventi potenzialmente dannosi cui le persone sono quotidianamente esposte.

Freud definì come traumi quegli eventi in grado di provocare una eccitazione psichica tale da superare la capacità del soggetto di sostenerla o elaborarla".

La giurisprudenza così si esprime in merito al risarcimento di un danno:

...qualunque fatto doloso (c. 139, 883, 937, 1440, 2236, 2920, 2925; p.c. 55, 60, 74, 96), o colposo, che cagiona ad altrui danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno (c. 7,10, 129-bis, 872, 935 ss., 948, 949, 1337 ss., 2600, 2675, 2947).

c.c. 2043: Risarcimento per fatto illecito


Un esempio concreto

Considerando queste premesse, sono molteplici le situazioni in cui ogni cittadino ha il diritto di  chiedere un risarcimento  per i danni subiti.

Tra queste, le più frequenti riguardano gli incidenti stradali.

La vittima di un incidente stradale, può chiedere un risarcimento in relazione a molteplici conseguenze, oltre a quelle prettamente materiali, derivanti dall’incidente stesso. Ad esempio, può procedere legalmente nel caso in cui:

  • non sia più in grado di guidare la macchina (ad esempio, per insorti problemi di attenzione);
  • sia limitato nella sua autonomia di utilizzo della macchina, per aver sviluppato la paura di subire un nuovo incidente;
  • abbia sviluppato difficoltà attinenti la sfera del riposo e dell’alimentazione, quella relazionale oppure quella sessuale
Le conseguenze del danno e il ruolo dello psicologo

In seguito all’incidente (atto lesivo) possono infatti prodursi conseguenze tali da alterare molteplici ambiti dell’esistenza del danneggiato, tra questi:

1) la personalità e l’assetto psicologico: ossia le capacità di adattamento e di funzionamento dell'individuo nell'ambiente in cui vive, che si esprimono anche attraverso i suoi stati emotivi, la sua efficienza, la sua autonomia, la sua autostima e la percezione della propria immagine psichica e corporea.

2) le relazioni familiari e affettive: gli episodi traumatici possono alterare il funzionamento della famiglia, intesa come coppia, come sistema di genitori, di figli e allargato (nonni-nipoti).

3)le attività realizzatrici: con questo termine ci si riferisce ad attività, attraverso le quali la persona tende a realizzare sé stessa, solitamente sono scelte dal soggetto come espressione della propria personalità. Le attività realizzatrici possono essere così suddivise:

  • attività di riposo. In questo frangente si fa riferimento ad alterazioni che impediscono lo svolgimento delle abituali attività di riposo in tempi sufficienti per potersi rilassare. Si tenga presente che anche alterazioni nel senso opposto (eccessivo bisogno di riposare o eccessiva sonnolenza) sono considerate delle alterazioni in senso peggiorativo, in quanto interferiscono con il funzionamento psico-sociale della persona. Per attività di riposo non si intende soltanto il sonno, ma anche quei passatempi che richiedono un basso livello di attivazione fisica e mentale, come la visione di un film o la lettura di un libro.
  • attività ricreative. I passatempi e le attività ricreative che devono essere valutate sono quelle che richiedono un certo grado di attività fisica e mentale.
  • relazioni sociali. L’uomo è un “animale sociale” e le relazioni con i pari rivestono un ruolo importante nel suo sviluppo e nel suo equilibrio psichico. Nell’infanzia le relazioni tra i bambini sono solitamente strumentali e secondarie rispetto al ruolo più centrale del rapporto con i genitori, mentre iniziano ad essere davvero vitali per la crescita durante l’adolescenza.
  • attività auto-realizzatrici. Questa area è la più ampia e complessa nella quale rientrano diverse aree operative, tra cui quella sessuale e quella lavorativa.
Quali sono le tipologie di danno?

Essenzialmente i danni possono essere differenziati in:

  • danni patrimoniali
  • danni non patrimoniali

I danni patrimoniali fanno riferimento al patrimonio dell’individuo; in questa categoria rientrano anche i danni determinati da un mancato guadagno. Questo danno può essere attuale (danno emergente) o futuro (lucro cessante). Al contrario, i danni non patrimoniali concernono la persona. In questo frangente possiamo distinguere:

  • il danno biologico
  • il danno morale
  • il danno esistenziale

il danno non patrimoniale deve essere inteso come categoria ampia, comprensiva di ogni ipotesi in cui sia leso un valore inerente alla persona.

Cassazione Sez. III civile Sentenza 25 febbraio 2008, n. 4712-(6631).


Si fa riferimento al danno biologico in relazione alla persona in quanto tale, concerne perciò il valore dell’individuo.

il cosiddetto danno biologico, inteso come la menomazione dell'integrità' psicofisica della persona in se' e per se' considerata, in quanto incidente sul valore uomo in tutta la sua dimensione, che non si esaurisce nell'attitudine a produrre ricchezza, ma si collega alla somma delle funzioni naturali riguardanti il soggetto nel suo ambiente di vita ed aventi rilevanza non solo economica ma anche biologica, sociale, culturale ed estetica

Cassazione civile, sez. lav., 24 gennaio 1990 n. 411.


A sua volta questa categoria può essere suddivisa in:

  • danno fisico nel caso in cui l’illecito colpisca l’integrità fisica ossia la salute;
  • danno psichico ossia quel danno che riguarda la psiche e consiste nella riduzione di una o più funzioni della psiche della persona al punto da interferire nella vita quotidiana del danneggiato.

All’interno dei danni non patrimoniali possiamo enumerare il danno esistenziale che si caratterizza per modificazioni avvenute in seguito al trauma in relazione alla personalità, alle aspettative, ai progetti di vita ovvero allo stile e alla qualità della vita.

[…] per cui il danno esistenziale va identificato in ogni pregiudizio che l’illecito provoca sul fare areddituale del soggetto, alterando le sue abitudini di vita e gli assetti relazionali che gli erano propri, sconvolgendo la sua quotidianità e privandolo di occasioni per la espressione e la realizzazione della sua personalità nel mondo esterno.

Sezioni Unite della Cassazione nella sentenza 24 marzo 2006, n. 6572.


Infine il danno morale soggettivo fa riferimento ad un sentimento di dolore e tristezza causati dal trauma ma che –a differenza del danno psichico- non comportata un’invalidità temporanea o permanente in riferimento alle attività quotidiane ovvero non altera in senso patologico le funzioni psichiche dell’individuo. Inoltre non coincide con il danno esistenziale in quanto non interferisce con la vita quotidiana.

Patimenti o sofferenze subite in conseguenza del verificarsi di un reato (anche se solo astrattamente configurabile). Il soggetto tenuto al risarcimento del danno è colui che è stato riconosciuto colpevole di un fatto considerato reato, secondo il combinato artt. 2059 c.c. e 185 c.p. La richiesta di risarcimento del danno morale non esclude quelle per danno patrimoniale o biologico.

Il risarcimento può essere chiesto in conseguenza di molteplici eventi traumatici, tra i quali possiamo enumerare:

  • danno da lutto
  • danno da nascita indesiderata
  • danno da menomazione fisica
  • danno alla sfera sessuale
  • danno da menomazione della capacità visiva
  • danno estetico
  • danno da mobbing
  • danno da stalking
  • danno da colpa professionale
  • danno dei congiunti
  • danno da carcerazione ingiusta
  • danno da handicap
  • idoneità per la ratificazione di attribuzione di sesso


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