Da un certo punto di vista, il rapporto tra psicologia e legge è sempre esistito, in quanto entrambe riguardano, nell'essenza, il comportamento dell'uomo.

Storicamente, la nascita della psicologia forense può essere fatta risalire all'apertura del primo laboratorio di psicologia sperimentale, nel 1879 a Lipsia in Germania, ad opera di Wilhelm Wundt.


Wundt promosse e perfezionò il metodo scientifico in psicologia raccogliendo dati empirici in innumerevoli ricerche e analizzandoli in seguito secondo i criteri dalle scienze naturali.
Il nuovo paradigma metodologico permise alla psicologia di addentrarsi in ambiti che richiedevano il massimo rigore, comprese questioni di carattere legale.

Nel 1895 Cattell studiò le relazioni tra fattori situazionali e individuali nella testimonianza. All'anno successivo risale infine il primo caso documentato di uno psicologo chiamato a testimoniare, in veste di esperto, in un caso di omicidio plurimo. Nel 1896, Albert Von Schrenk-Notzing fece notare alla giuria, argomentando in base alle sue conoscenze sulla natura della memoria e la suggestionabilità, come i testimoni oculari chiamati a deporre non fossero più in grado di distinguere tra quello cui avevano effettivamente assistito e quello che, invece, era stato pubblicato dalla stampa.

Era nata la psicologia forense.


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