Un Disturbo Specifico dell'Apprendimento (DSA) è una condizione neurologica.

Ciò vuol dire che non è dovuta a fattori "psicologici", emotivi o altro, bensì a piccole ma oggettive differenze che si trovano nel cervello.

Nel cervello di chi ha un DSA, le cellule nervose (neuroni) hanno formato alcuni percorsi e connessioni diverse, rispetto ai cervelli "normali". Il risultato è un modo diverso, non tradizionale di recepire e di elaborare alcune informazioni.


Questa diversa modalità di gestire le informazioni

risulta essere "poco adatta" ai tradizionali apprendimenti scolastici di base (lettura, scrittura, calcolo), anche se l'intelligenza non è in alcun modo colpita... ciò vuol dire che nonostante una buona intelligenza, il bambino o la bambina con DSA hanno specifiche difficoltà a leggere, scrivere e calcolare.

E' importante sottolineare che l'intelligenza non c'entra proprio. Anzi, spesso chi ha un DSA è particolarmente creativo e innovativo, proprio per il fatto di pensare in modo diverso e, probabilmente, anche per il fatto di aver sempre dovuto cercare modi "alternativi" per aggirare i propri ostacoli nell'apprendimento.

Le cause dei DSA non sono ancora note

ma si sa che i hanno una componente genetica, e quindi possono presentarsi con maggiore probabilità nella stessa famiglia, proprio come accade con i tratti fisici.

Anche l'abilità sociale e interpersonale, cioè farsi degli amici e mantenerli, può essere compromessa nei bambini con DSA, anche a causa del timore di essere inadeguati e della fragile autostima che i numerosi insuccessi e difficoltà scolastiche hanno segnato.

Se non si è a conoscenza di tutte queste particolarità

genitori e insegnanti possono farsi un'idea sbagliata, cioè quella di un bambino pigro, che non si impegna, che richiede immotivate ed eccessive attenzioni. Invece l'impegno non manca... almeno finché i continui insuccessi e i rimproveri minano la buona volontà del bambino, che rischia di arrendersi e di "chiudere la porta" alla scuola e all'apprendimento in generale.

"Come mai non ce la faccio anche se continuo a impegnarmi"? E' una domanda che, rimanendo tante volte senza risposta, può generare uno senso di scarso controllo sulla propria vita e persino sfociare in problematiche ansiose e depressive.

La frustrazione in questi casi può trovare diversi modi per manifestarsi:

  • attraverso un atteggiamento di sfida nei confronti di genitori e insegnanti;
  • comportandosi in maniera aggressiva nei confronti dei fratelli o compagni;
  • non rispettando le regole;
  • isolandosi;
  • lamentando malesseri fisici come mal di pancia o di testa.

Le comprensibili reazioni dei genitori

Dopo tante incertezze e amarezze, molti genitori si rivolgono a uno specialista per una valutazione approfondita delle difficoltà del proprio figlio. Ma quando la diagnosi di DSA arriva, non sempre si è pronti a "gestire" adeguatamente la "nuova" situazione. Infatti:

  • alcuni genitori vedono nel DSA una  "diversità" o "malattia" che condizionerà negativamente i loro figli per sempre;
  • altri si sentono addirittura in colpa o si vergognano della peculiare condizione che il DSA comporta;
  • ci sono poi genitori che tornano a provare, di fronte alle difficoltà del figlio, quello stesso senso di impotenza che essi stessi hanno provato da bambini, con un disturbo dell'apprendimento che nessuno ha mai identificato;
  • altri genitori ancora semplicemente evitano di parlarne, come a esprimere, con il silenzio, la negazione di ogni difficoltà. Ciò tuttavia ostacola o impedisce che chi si trova in difficoltà sia aiutato prontamente e nella giusta misura.

Sono tutte reazioni comprensibili, ma possono ritardare o ostacolare l'avvio di un percorso di trattamento che, se correttamente strutturato, può portare a buoni risultati sia a livello degli apprendimenti sia livello di autostima e relazioni.

Caratteristiche e criteri di esclusione dei DSA possono essere trovate qui.

Se invece siete un genitore che vuole trovare le parole giuste per parlare di DSA con il proprio figlio, potrebbe esservi di aiuto leggere qui.


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