L’ictus è la comparsa più o meno rapida di una diminuzione delle funzioni cerebrali in seguito ad un danno determinato dall’alterazione della circolazione sanguigna nel cervello. Questa può verificarsi come emorragia, ovvero rottura di una arteria cerebrale, oppure come ischemia, ovvero la diminuzione temporanea del flusso sanguigno.

Gli enormi progressi compiuti in ambito neurochirurgico dell’ultimo decennio hanno portato a un forte incremento della sopravvivenza dopo gravi lesioni cerebrali, contribuendo pertanto ad una crescente richiesta di interventi di riabilitazione cognitiva al fine di recuperare gli esiti del danno cerebrale. Gli sforzi riabilitativi per ridurre i deficit e migliorare la qualità della vita si basano su una combinazione di interventi tesi a ripristinare le funzionalità cognitive deficitarie, insegnare ai soggetti colpiti e ai loro familiari nuove strategie per far fronte alle difficoltà della vita quotidiana, supportare eventuali difficoltà emotive, fornendo al contempo una corretta istruzione e un sostegno pratico.

I deficit cognitivi che conseguono ad un ictus possono essere generali (rallentamento dell’elaborazione delle informazioni) o possono avvenire all’interno di settori specifici (orientamento, attenzione, memoria, elaborazione visuo-spaziale, linguaggio). Il paziente svolgerà quindi un primo incontro con il terapeuta volto a definire i disturbi cognitivi e l’opportunità di un intervento presso lo studio. A tale incontro, seguirà una fase di diagnosi e valutazione dell’entità dei deficit cognitivi: sulla base di tali risultati si stabilisce con il paziente e i familiari l’eventuale trattamento riabilitativo.

Il programma riabilitativo è centrato sui deficit del paziente e personalizzato sulla base delle difficoltà individuali ed ha pertanto durata variabile. A conclusione del trattamento, le funzioni cognitive vengono nuovamente valutate al fine di quantificare i miglioramenti ottenuti. Durante il corso del trattamento, a seconda delle necessità del paziente, può essere fornito un supporto di tipo psicoterapico rivolto al paziente e ai familiari. Costituiscono, infatti, parte integrante di questa pratica riabilitativa interventi nella sfera psico-emozionale, dal momento che è noto in letteratura che circa un terzo dei pazienti colpiti da ictus va incontro a depressione e un’altra rilevante quota a disturbi d’ansia. Tali disturbi, interferendo con la partecipazione attiva del paziente e con la sua capacità di apprendimento, ne possono condizionare il programma riabilitativo, compromettendone il recupero funzionale e compromettendo notevolmente la qualità di vita e le relazioni familiari. È pertanto necessario che essi siano correttamente e tempestivamente indagati, diagnosticati e trattati allo scopo di ridurne gli effetti clinici negativi.

All’interno del nostro studio, persone che hanno subito un ictus possono quindi usufruire di una vasta gamma di possibilità terapeutiche che mirano a ripristinare la funzionalità cognitiva del singolo paziente mediante un approccio integrato.


Archivio post

Powered by mod LCA