Per stare meglio

Incertezza, tristezza profonda, paure, ansia, senso di vuoto...

Nel corso della vita può capitare a chiunque di avere bisogno di un sostegno per superare un momento delicato o francamente difficile.

Come possiamo aiutarti

Per non smettere di imparare

Lettura, scrittura, calcolo. Ma anche metodo di studio,
motivazione e organizzazione personale...

Dalle elementari fino all'università e al mondo del lavoro,
ti aiutiamo a raggiungere i tuoi obiettivi di studio e di crescita personale.


Per mantenere o recuperare l'efficienza

Trauma cranico, ictus, demenze...

La riabilitazione cognitiva può aiutare il giovane e l'anziano a recuperare quelle funzioni mentali perse in seguito a incidenti o  eventi naturali quali l'invecchiamento e le alterazioni del cervello.

Come possiamo aiutarti


Per far valere i tuoi diritti

Risarcimento danni, mobbing, affidamento minori...

Rivolgersi a chi ha competenze psicologiche e neuropsicologiche specifiche può fare la differenza a livello legale.

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Per capire e fare di più

Traduzioni, articoli, formazione, strumenti...

Il nostro lavoro non è soltanto clinico. Se ti servono contenuti neuro-psicologici corretti, aggiornati, comprensibili e in diverse lingue, ti possiamo aiutare.

Cosa possiamo fare

Siamo uno studio di psicologia e psicoterapia.

Desideriamo aiutare adulti, giovani e bambini in difficoltà a stare meglio e ad esprimere appieno le proprie potenzialità.

Seguiamo un approccio cognitivo neuropsicologico, che affianca al rigore scientifico la certezza che le esperienze di ognuno di noi siano uniche: i personali modi di emozionarsi, gli eventi di vita e la storia che ognuno di noi racconta di sé sono informazioni preziose per una psicologia che vuole veramente comprendere e aiutare le persone.



Quello della lettura è il più noto disturbo specifico dell'apprendimento.

Conosciuto come dislessia, è più correttamente chiamato dislessia evolutiva o disturbo specifico di lettura. Si manifesta primariamente nella difficoltà a leggere velocemente e correttamente ad alta voce. Spesso si associa a difficoltà a compiere calcoli scritti e a mente e a scrivere correttamente.

Tali difficoltà sono persistenti e, se non identificate e affrontate prontamente, si trascinano negli anni di scuola, con conseguenti insuccessi, frustrazioni e ingiuste etichettature per gli studenti che ne sono affetti (“non si impegna”, “è svogliato”), dato che le difficoltà sono specifiche di quegli apprendimenti e non riguardano in alcun modo l'intelligenza.

Le difficoltà e i pregiudizi da superare sono tali da segnare negativamente il carattere di molti bambini e ragazzi, che possono sviluppare problemi di autostima, emotivi e relazionali.

Un processo complesso

I lettori abili raramente si soffermano a pensare alla complessità del processo di decodifica di simboli scritti che prende il nome di "lettura". Eppure questa fondamentale acquisizione è costata, anche a loro, a suo tempo, sforzi notevoli.

Ecco come l'autore Francis Spufford descrive, nel suo libro The child that books built, il momento magico in cui dalla faticosa conversione dei segni in suoni, improvvisamente "cambiamo marcia" e la lettura diventa un processo automatico, che permette l'accesso a un mondo di significati...

Quando presi gli orecchioni, non sapevo leggere. Quando tornai a scuola, sì. La prima pagina dello Hobbit era un groviglio di simboli da decifrare uno alla volta e da unire, esitando, gli uni agli altri… Quando giunsi all'ultima pagina del libro, tuttavia, la scrittura si era addolcita, e aveva perso i contorni di un alfabeto stampato, trasformandosi in un liquido trasparente, dapprima viscoso e inerte, come una marmellata di significati, poi più fine e mobile, scorrendo sempre più veloce, finché mi raggiunse alla velocità del pensiero impedendomi di distinguere compiutamente le suggestioni che scatenava nella mia mente. Avevo subìto l'accelerazione della parola scritta, un'esperienza che ti fa sentire di aver cambiato mezzo. La scrittura non era più una cosa – un oggetto – ma era diventata un mezzo, una sostanza attraverso cui guardare

Nei bambini dislessici la lettura non arriva a “cambiare marcia” e continua a impegnare al massimo capacità ed energie. La lettura in questi casi è lenta, piena di autocorrezioni, ripetizioni, balbettamenti, lunghe pause, esitazioni. Non sorprende quindi che questi bambini si stanchino facilmente e mostrino avversione per qualunque compito richieda loro di leggere o scrivere. Oppure cambia marcia troppo presto. Questi bambini sono abbastanza veloci nella lettura perchè "usano" il contesto e quindi intuiscono cosa potrebbe esserci scritto di seguito. In altre parole, spesso tirano a indovinare, infatti, la lettura di questi bambini è costellata da errori specifici: inversioni di lettere, errori derivati (cavallo al posto di cavalliere, ad esempio), ecc.

I soggetti dislessici spesso:
  • leggono molto lentamente e a fatica, oppure leggono con molti errori, anche se velocemente;
  • invertono le lettere o le confondono se si assomigliano nella forma o nel suono (“a” con “e”, “d” con “b”, “v” con “f”, “d” con “t”);
  • perdono la concentrazione e faticano a capire ciò che leggono;
  • faticano più del dovuto nello svolgimento dei compiti a casa;
  • non amano leggere per svago o per interesse personale;
  • scrivono con molti errori ortografici, anche copiando dalla lavagna o dal libro;
  • hanno una calligrafia difficilmente leggibile;
  • faticano a memorizzare elenchi o serie di dati (giorni della settimana, mesi dell'anno, lettere dell'alfabeto);
  • confondono concetti di tempo (ieri, domani), oppure di spazio (su, giù, destra, sinistra)

Non sorprende che questo disturbo dell'apprendimento porti gravi disagi per i bambini e ragazzi, ma anche per le famiglie e insegnanti. Lo svolgimento dei compiti a casa è una battaglia quotidiana, che richiede il pressoché costante intervento dalla madre o di un altro adulto. Le energie spese sono tante, e i risultati ottenuti non sono sempre adeguati.

Un esempio può essere utile per capire di che difficoltà stiamo parlando.

  • Un bambino dislessico di solito legge più lentamente rispetto ai coetanei non dislessici. Questa differenza può essere molto consistente! Un bambino dislessico può arrivare a leggere 2 o 3 volte più lentamente rispetto ai compagni! Ora, se questo bambino ha avuto assegnato un compito per casa che prevede la lettura di 5 pagine, date le sue difficoltà, egli ci impiegherà molto più tempo a leggerle. In un certo senso è come se gli avessimo assegnato 10 o 15 pagine da leggere, anzichè 5!

La valutazione dello specialista permette di individuare la natura delle difficoltà e di avviare percorsi di intervento mirati, che saranno portati avanti con la collaborazione della famiglia e della scuola.


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