Per stare meglio

Incertezza, tristezza profonda, paure, ansia, senso di vuoto...

Nel corso della vita può capitare a chiunque di avere bisogno di un sostegno per superare un momento delicato o francamente difficile.

Come possiamo aiutarti

Per non smettere di imparare

Lettura, scrittura, calcolo. Ma anche metodo di studio,
motivazione e organizzazione personale...

Dalle elementari fino all'università e al mondo del lavoro,
ti aiutiamo a raggiungere i tuoi obiettivi di studio e di crescita personale.


Per mantenere o recuperare l'efficienza

Trauma cranico, ictus, demenze...

La riabilitazione cognitiva può aiutare il giovane e l'anziano a recuperare quelle funzioni mentali perse in seguito a incidenti o  eventi naturali quali l'invecchiamento e le alterazioni del cervello.

Come possiamo aiutarti


Per far valere i tuoi diritti

Risarcimento danni, mobbing, affidamento minori...

Rivolgersi a chi ha competenze psicologiche e neuropsicologiche specifiche può fare la differenza a livello legale.

Come possiamo aiutarti


Per capire e fare di più

Traduzioni, articoli, formazione, strumenti...

Il nostro lavoro non è soltanto clinico. Se ti servono contenuti neuro-psicologici corretti, aggiornati, comprensibili e in diverse lingue, ti possiamo aiutare.

Cosa possiamo fare

Siamo uno studio di psicologia e psicoterapia.

Desideriamo aiutare adulti, giovani e bambini in difficoltà a stare meglio e ad esprimere appieno le proprie potenzialità.

Seguiamo un approccio cognitivo neuropsicologico, che affianca al rigore scientifico la certezza che le esperienze di ognuno di noi siano uniche: i personali modi di emozionarsi, gli eventi di vita e la storia che ognuno di noi racconta di sé sono informazioni preziose per una psicologia che vuole veramente comprendere e aiutare le persone.


Oltre che alle caratteristiche degli strumenti di misura che utilizza (i test), la validità dell'esame neuropsicologico è vincolata alla "buona fede" e alla cooperazione del paziente.

Mentre in ambito clinico questi solitamente collabora con il medico o lo psicologo, perchè ha un vantaggio terapeutico nel riportare e descrivere in maniera quanto più accurata possibile la sua condizione, in ambito forense ciò non avviene.

La possibilità, da parte del soggetto coinvolto in una richiesta di risarcimento danni, di ottenere vantaggi economici o assimilabili, aumenta notevolmete la possibilità di una deformazione nella descrizione della sua sintomatologia.

Spesso infatti, la grande maggioranza dei soggetti che lamenta di aver subito un danno cognitivo, tende a mostrare sintomi di notevole durata e gravità, per i quali richiedono un "giusto" risarcimento. Ma gli esiti post-traumatici a livello cognitivo ben si prestano a comportamenti fraudolenti ed è per questo corretto predisporre strumenti e metodologie adatte a quantificare e qualificare ogni possibile fonte d'invalidità dell'esame.

Non è raro che compaiano, nei contesti forensi di valutazione, quadri clinici poco coerenti e perfino contraddittori con l'insieme dei dati raccolti e con le conoscenze cliniche disponibili.  L’opportunità di ottenere un vantaggio tangibile può indurre a costruire o ad amplificare deliberatamente dei sintomi neuropsicologici (simulazione), oppure a celare o minimizzare alterazioni neuropsicologiche oggettivamente presenti (dissimulazione).

Una ricerca

La ricerca empirica suggerisce che la prevalenza della simulazione sia elevata. Mentre non esistono ancora in Italia, al momento, studi epidemiologici sull'argomento, citiamo di seguito alcuni dati di una fonte statunitense di riferimento:

Mittenberg, Patton, Canyock e Condit (2002), Base rates of malingering and symptoms exaggeration. Journal of Clinical and Experimental Neuropsychology, 24, 1094-1102.

Lo studio ha passato in rassegna i dati provenienti da un'indagine nazionale (33.531 casi) condotta su una serie di popolazioni cliniche, tra cui:

  • soggetti coinvolti in cause di risarcimento per danno alla persona: 6371 casi
  • soggetti coinvolti in richieste di riconoscimento d'invalidità: 3688 casi

La ricerca indica alti tassi di prevalenza della simulazione nei contesti medico-legali. In particolare, la percentuale di casi sospetti di simulazione o esagerazione dei sintomi è stata stimata nel:

  • 30.43% nelle cause civili per danno alla persona
  • 32.73% nelle cause di invalidità civile e per lavoro

La ricerca suggerisce, alla luce dei dati, la necessità di un'analisi molto accurata della validità dei profili neuropsicologici, prima di procedere alla loro interpretazione. Il neuropsicologo forense ha a disposizione strategie e strumenti in grado di controllare la validità dei risultati ottenuti.


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