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Non vedo l'ora d'iniziare...

Per qualcuno vuol dire: "non so quando né se effettivamente inizierò..." Ogni impegno è posticipabile, anzi sono tutti da posticipare.

Come dicevo nel precedente post, gli esami si avvicinano, costringendo molti studenti ad adottare strategie dell'ultima ora e altri, più strategici, a convincersi della necessità di introdurre delle sane e buone abitudine nel proprio metodo di studio e organizzazione del lavoro personale.

C'è però anche un'altra categoria di studenti che affronta a modo suo le ultime settimane di impegno scolastico e accademico: quelli che stanno ancora aspettando e rimandando a "dopo" ogni possibile decisione e azione.

 

LA PROCRASTINAZIONE

Questa dannosa ma diffusissima tendenza a rimandare continuamente si chiama procrastinazione, ed è oggetto di studio da parte di molti scienziati.

Nonostante veda l'incombere degli esami e valutazioni finali, il procrastinatore non riesce a trovare quella scintilla di motivazione che mette in moto la macchina della sua preparazione.

COMBATTERE LA PROCRASTINAZIONE

Sconfiggere la procrastinazione non è una cosa semplice, poiché essa si alimenta di convinzioni che determinano stati d'animo e motivazioni negative ben radicate, che emergono di fronte al benchè minimo impegno.

A breve termine si può provare a combatterla,  introducendo qualche nuova abitudine, come descritto nei consigli che seguono.

1. Meno decisioni da prendere e più azione.
Come già detto nel post Ecco gli esami: fatto un calendario?, molti studenti hanno una programmazione giornaliera delle proprie attività. Questo si traduce regolarmente in tanto tempo perso, valida energia sprecata e ricorrenti stati d'animo negativi ogni volta ci si chiede "cosa devo fare oggi?", "da dove inizio?", "come devo organizzarmi?".

Per il procrastinatore, questo approccio casuale allo studio è deleterio. Ogni decisione da prendere diventa un invito alla posticipazione, al rimandare a dopo. Utile sarebbe quindi togliere dal proprio piano quotidiano di lavoro ogni decisione da prendere. Ciò che dovete fare deve essere già chiaro, nero su bianco. Provate a costruirvi un calendario!

2. Prendetevi un giorno.
Non sottovalutate il beneficio di una giornata libera dallo studio e da altro lavoro intellettivo impegnativo. Cosa vi piace fare? Fatelo. Non state sui libri se non siete concentrati.

Mi ricordo che in occasione del mio primo esame (biologia generale) all'università , data la mia inesperienza da neo-universitario, ero venuto a sapere che la data della prova era già stata fissata da qualche tempo e mi rimanevano appena 3 settimane per preparare un programma che andava dalla chimica inorganica alle scimmie! Ero in ritardissimo. Ho studiato come mai avevo fatto alle superiori per circa 2 settimane. Ma verso il 15° giorno, il solo pensiero di aprire i libri e gli appunti mi ha fatto sudare, girare la testa e tremare lievemente. Ho deciso di prendermi un giorno libero... quasi una follia, perché voleva dire un giorno intero in meno per studiare. L'ho fatto comunque, e ho fatto bene. Il giorno successivo ero di nuovo concentrato, più lucido... nel corso degli anni, la strategia di "prendermi un giorno"  mi ha permesso più volte di resistere alla tentazione di buttare tutto all'aria.

L'idea di dover lavorare duramente per un periodo di tempo particolarmente prolungato è capace di scoraggiare anche i più volenterosi e spingerli a procrastinare.

3. Rompete gli schemi.
Studiare per voi vuol dire chiudersi in camera per ore, con inaspettate interruzioni da parte dei fratelli o della mamma che vi chiede se vi serve qualcosa?

- Provate a cambiare scenario. Andate a studiare in un'altra stanza o addirittura da un altra parte. Avete mai provato a studiare in biblioteca?

Studiare per voi vuol dire passare ore sui libri rimandando a memoria quanto più possibile?

- Imparate a rielaborare ciò che studiate, ne trarrete sicuri benefici. Provate a dare un'occhiata a questo post  Elaborare, elaborare, elaborare

I vostri ripassi si basano sulla ripetizione ad alta voce di ciò che avete studiato?

- Imparate a usare le mappe concettuali e mentali.

Siete stanchi di leggere note e appunti?

- Andate alla ricerca di podcast utili alla vostra preparazione e che possano mantenere vivo il vostro interesse e desiderio di imparare e approfondire le cose.

Un approccio diverso alle solite abitudini di studio può aiutare a spezzare quel ciclo di demotivazione, noia e stanchezza che porta alla procrastinazione. Presentare alla mente lo studio in forma alternativa può rendere più semplice accettare il lavoro quotidiano.

 

4. Concedetevi di sognare.

Programmare ed entusiasmarsi per una vacanza estiva dopo maturità può trasformare gli esami nell'"ultimo grosso scoglio" da superare prima della meritata ricompensa.

Siamo tutti meglio disposti a faticare ulteriormente se ci attende un bel premio.

 

La procrastinazione è un serio rischio per il raggiungimento dei traguardi di studio (e non). Ma a volte un nuovo atteggiamento può prendere il volo da piccoli cambiamenti come quelli sopra illustrati.

E SE INVECE FOSSE QUALCOS'ALTRO?

Su questo argomento c'è anche altro da dire. La tendenza a procrastinare potrebbe in realtà essere un sintomo di qualcosa di diverso: un disturbo dell'umore come la depressione o un disturbo ansioso. Se credi che la tua tendenza a rimandare continuamente affondi le radici in un diverso tipo di disagio, parlane con lo psicologo della scuola o con chi offre questo tipo di servizio in università. Può essere confortante dare il giusto nome alle tue difficoltà e, se necessario, sapere come affrontarle.

 

 

Commenti (1)add
0
...
scritto da fra , 13 dicembre 2009
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