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Appunti: li sai prendere?

taking_notesQuella del prendere appunti può diventare una vera e propria arte, tanto più importante quanto le informazioni da raccogliere si fanno più complesse.

Ed è esattamente ciò che succede man mano che si procede nella scuola, passando dalle elementari alle medie, superiori e università.

Alle elementari prendere appunti è piuttosto scrivere ciò che la maestra detta. Ma crescendo, l'abilità di selezionare in prima persona le informazioni, elaborandole in maniera significativa e in base a schemi flessibili sarà una delle più evidenti differenze tra lo studente di successo e chi faticherà a studiare, pur avendo ottime capacità.

Il metodo che di seguito segnalo sarà utile soprattutto ai ragazzi più grandi, ma non vedo perché non possa già essere utilizzato già dalle superiori di primo grado (medie).

 

L'IMPORTANZA DEGLI APPUNTI

Il vero obiettivo degli appunti non è tanto quello di catturare le informazioni più importanti quanto quello di organizzare le informazioni in modo da ridurre il tempo necessario a studiarle!

Molto spesso invece gli appunti prendono la forma di pagine e pagine fitte, spesso incomplete (ho perso un pezzo, non sono riuscita a stare dietro al prof...) di informazioni "grezze", cioè poco elaborate e che, quindi, devono essere ulteriormente prese in esame, "sfrondate", comprese e organizzate... la situazione tipica vede lo studente faticare nel prendere gli appunti e faticare poi nello studiarli. Una perdita di tempo e risorse che sarebbe bene contenere.

Lo stesso discorso che sto facendo per gli appunti presi in classe vale per lo studio a casa, ad esempio, di un capitolo di storia. Le informazioni descritte nella pagina del libro sono "grezze" e richiedono impegno per essere elaborate e comprese (inserite in un contesto, dotate di significato, collegate ad altre, criticate, ecc.).

Che spreco di tempo

passare mezz'ora a "studiare" una pagina senza poi trascrivere in maniera comprensibile ciò che da essa si è "ricavato"! Lasciare in bianco una pagina già studiata (sottolineature ed evidenziature sono veramente il minimo!), senza indizi utili (es: scaletta, nota a margine, commento, elenco, schema, infine uno qualunque dei mille modi di rappresentare sinteticamente un'informazione importante, non più grezza), significa doverla studiare nuovamente a soli pochi giorni o settimane di distanza. Lo spreco di tempo e la frustrazione che ne deriva sono evidenti.

L'importanza di prendere appunti correttamente sta quindi anche nel ridurre il tempo di studio a lungo termine. Ciò che è stato una volta elaborato è pronto per essere memorizzato e poi rivisto, ripassato... non va "studiato" ogni volta!

Poiché in classe bisogna seguire il ritmo del professore, bisogna usare qualche strategia in più, rispetto agli appunti presi a casa:

  1. Lascia stare l'informazione "grezza"
    Gran parte del tempo dedicato allo studio (quello vero... studiare non è leggere!) è impiegato nell'elaborazione di informazioni e idee, cercando di dare loro senso e significato, collegandole e mettendole alla prova. Alle superiori e all'università non serve l'informazione grezza. Per ridurre il tempo necessario allo studio, è utile dedicare quanto più tempo possibile a riflessioni ed elaborazioni mentre si è in aula. Non serve tanto prendere nota delle parole del docente, quanto segnare l'importanza di ciò che dice. Nel quaderno degli appunti dello studente strategico dovrebbe trovare posto soltanto l'informazione già elaborata. Al momento dello studio, il compito richiesto sarà quello della revisione e della memorizzazione, non della riflessione. Un bel risparmio di tempo!

  2. Metti alla prova la tua elaborazione
    Fai domande. Verifica con il professore se stai "incastrando" correttamente le informazioni, se la tua "visione" dell'argomento è completa. Chiedi come un'idea nuova si inserisce all'interno di una teoria già studiata, ad esempio perché un dato filosofo pensa in un certo modo dopo decenni in cui altri pensatori la pensavano diversamente. Meno sei sicuro delle risposte, più è importante chiedere. E' un processo che può portare a una comprensione e conoscenza molto approfondite di un argomento.

  3. Renditi agile
    Il professore spiega in fretta, vero? Trova il tuo personale modo di prendere appunti, stando al passo con la lezione. Alcuni studenti suggeriscono un metodo: avere un foglio di carta accanto al quaderno quando inizia la lezione. Sul foglio "sciolto" si prende nota degli argomenti, teorie, titoli, idee, temi della lezione. Ognuno di questi è numerato. Sul quaderno invece si prende nota di informazioni elaborate, usando i numeri prima assegnati come scorciatoia per richiamare le informazioni più importanti e ricorrenti. Es: “le difficili condizioni di vita della Germania alla fine della prima guerra mondiale hanno favorito la nascita di 3. A ciò si sono aggiunti 7 e 9, con la conseguenza di 5″.


IL METODO CORNELL DI PRENDERE APPUNTI

è stato ideato all'università Cornell (NY, USA) negli anni '50 (sec. scorso) dal prof. Walter Pauk, docente e direttore del centro Cornell per la lettura e lo studio.

Il metodo prevede di dividere il foglio in 2 colonne, una più stretta a sinistra e una più larga (almeno il doppio) a destra. In fondo si lasciano delle righe. Vedi l'immagine sotto:

cornell_notes1) Appunti: la colonna più larga è quella degli appunti. Qui si prende nota delle idee più importanti, fatti, si parafrasano i contenuti più ampi. Si utilizzano frasi semplici e corte, abbreviazioni, tutto quanto possa togliere tempo e attenzione dalla trascrizione delle informazioni e lasci più risorse mentali per la riflessione e i collegamenti.

2) Spunti: nella colonna stretta degli "spunti" si segnano: argomenti, parole chiave, domande importanti, ecc.

3) Riassunto: si lasciano cinque / sei righe in fondo al foglio per riassumere brevemente gli appunti presi.

In alto conviene segnare titolo degli appunti, data, materia, infine tutto ciò che può rendere facile recuperare e identificare gli appunti


LE 5 "R" DEL METODO CORNELL

cornell41. Registrare: durante una lezione o lo studio di un testo si prende nota di quanti più fatti e informazioni utili possibile.

2. Ridurre: quanto prima, dopo la lezione, le idee e i fatti negli appunti sono ridotti a domande, argomenti, parole chiave nella colonna di sinistra. Questo passaggio chiarisce significati e relazioni tra i concetti, facilita la comprensione e la memorizzazione.

3. Recitare: lo studente prova a coprire la colonna destra degli appunti e, basandosi solo sugli spunti a sinistra, cerca di ripetere ad alta voce la lezione o il contenuto studiato. Questo passaggio favorisce il processo di memorizzazione delle informazioni.

4. Riflettere: riflettendo sugli appunti e parole chiave, lo studente organizza la propria visione generale dell'argomento e ne scrive un riassunto sulle ultime righe del foglio. Questo passaggio favorisce la selezione e categorizzazione delle informazioni. Più ordine e organicità si dà al materiale da studiare, più facile sarà poi memorizzarlo.

5. Ripassare: il foglio degli appunti deve essere consultato frequentemente. Grazie alla sua forma e al lavoro di elaborazione già svolto, il ripasso porterà via poco tempo e consoliderà la comprensione e il ricordo di grandi quantità di informazioni.


C'E' ANCHE UN SOFTWARE!

notalon


Si chiama Notalon. Io lo sto già provando. E' molto semplice ma funzionale, gratuito e disponibile sia per Windows sia per Mac (mi sembra anche Linux).

Diversamente da Word o altri programmi per elaborare testi, Notalon fa un'unica cosa: permette di prendere appunti a destra e segnare parole chiave a sinistra, proprio la base del metodo Cornell. E' possibile poi stampare tutto oppure esportare automaticamente in PDF.

    Potete scaricare Notalon qui (Win).

Per chi invece preferisce visualizzare in maniera esplicità le relazioni tra le informazioni, niente di meglio delle mappe concettuali e mentali. Crearne di complesse può tuttavia portare via parecchio tempo. Vedete cosa funziona meglio per voi.


E ALLE ELEMENTARI?

Questo post è molto utile per ragazzi delle superiori e università... ma anche medie.

A dire il vero, seguo un bambino con dislessia e disortografia che attualmente frequenta l'ultimo anno di scuola primaria. Tra le sue difficoltà c'è senz'altro quella di leggere, ma temo che passando alle medie il suo problema maggiore sarà in sostanza lo studio.

Il suo metodo di apprendimento è attualmente quella di memorizzare ogni informazione, quasi tutto a memoria. Al momento se la cava molto bene. Ma, mi chiedo, il prossimo anno alle medie, quando la quantità di informazioni da apprendere e l'autonomia richiesta saranno molto maggiori, come farà?

Prevedo che per mantenere questo metodo basato sulla memorizzazione (spesso con la mamma accanto che legge per lui i libri... cosa da evitare... avete letto i consigli per genitori sui compiti a casa?) dovrà passare molte frustranti ore a studiare.

Quindi già da un po' gli insegno a studiare "come alle medie"... argomenti, parole chiave, appunti essenziali. Sono stupito di quanto bene abbia recepito il metodo!

Nella mia esperienza, quindi, le basi del metodo Cornell applicate allo studio sono già utili dai primi anni elementare. Commenti?

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