Maturità: affrontare la prova di italiano
Scritto da: pier paolo faresin in studiare, metodo di studio, maturità on
16 Giugno 2009

Arriva tra poco più di una settimana (il 25 giugno) la prima prova della maturità 2009.
Con l'ansia a mille, lo studio per la prova orale ancora in ballo e l'attenzione rivolta ai possibili temi in uscita quest'anno, si rischia di perdere di vista la giusta concentrazione e metodo per questa prova importante.
Ecco quindi una serie ordinata di processi mentali da seguire, ossia 7 "regole" da tenere a mente per affrontare in maniera efficace la tanto temuta prova scritta di italiano.
7 regole
1) Cosa mi chiedono? (Analisi del titolo)
2) Idee in libertà (Brainstorming)
3) La scaletta (Organizzazione delle idee in una traccia personale)
4) La giusta direzione (Verifica della rispondenza dei punti individuati nella scaletta con quanto evidenziato nell'analisi iniziale del titolo)
5) Idee che diventano parole (Elaborazione linguistica della traccia)
6) Diritti alla meta (Verifica della rispondenza dello svolgimento con la traccia progettata)
7) Il miglior aspetto possibile (Trascrizione in bella copia)
1) Cosa mi chiedono?
Non fermatevi all'idea o sensazione generale che vi trasmette il titolo a prima vista. La vostra mente potrebbe essere colpita da aspetti secondari o compiere istantaneamente delle associazioni del tutto personali. Se basate il tema su questo impulso, si rischia di trascurare il nocciolo della questione o di andare fuori tema durante lo svolgimento.
Può essere utile individuare nel titolo una serie di parole o di temi chiave. Evidenziateli ed eventualmente consultate sul dizionario il significato di parole che non conoscete o che non vi sono chiare in quel dato contesto. Tenete da parte queste parole e temi che avete individuato. Vi serviranno per generare idee utili allo svolgimento.
Durante l'analisi, cercate sempre di individuare la domanda che si nasconde dietro il titolo. Anche se non sempre troverete punti interrogativi, i titoli dei temi celano la richiesta di un vostro commento o risposta a una situazione di attualità, storica, letteraria o altro. Lo svolgimento del tema è la vostra riflessione e risposta al quesito posto nel titolo. Non rispondere a tale quesito implicito è una grave pecca, chiaramente da evitare.
2) Idee in libertà.
Una volta individuato il "quesito" che dovrete trattare, recuperate i temi generali e le parole chiave che avete precedentemente evidenziato. Questi vi saranno utili nel suggerirvi contenuti pertinenti da trasformare in testo scritto. Usateli per farvi venire in mente quante più idee, associazioni, informazioni, esempi e critiche possibile. Date libero spazio al vostro personalissimo modo di pensare e ragionare e abbandonatevi brevemente a questa vera e propria tempesta nel cervello (brainstorm). Da questo processo possono nascere punti di vista unici e originali, frutto esclusivo della vostra conoscenza e del vostro modo di organizzarla.
3) La scaletta.
Non è consigliabile trascrivere sul foglio da consegnare alla commissione i risultati di questa specie di tempesta nel cervello. Meglio cercare di ordinarli in una scaletta in base a precisi criteri. Eccone alcuni:
a) ordine logico - gli argomenti sono esposti secondo modelli precisi: prima la causa, poi l'effetto e infine le conseguenze; oppure prima il fenomeno, poi le conseguenze e da ultimo le possibilità di soluzione (schemi evolutivi);
b) ordine cronologico - il tema è sviluppato secondo l'ordine dei fatti accaduti (ad es: ricostruzione dell'iter, o focalizzazione su un fatto accaduto di recente, inframmezzata con flashback su momenti o fasi anteriori);
c) ordine affettivo - nel caso in cui il discorso contempli aspetti piacevoli e no, è possibile partire dagli uni e passare gradatamente agli altri e viceversa, secondo la tesi che si intende sostenere;
d) ordine ideologico - nel caso in cui si tratti di atteggiamenti o opinioni contrastanti, è possibile partire da un tipo (es.: quelli che non condividiamo) e passare a quelli che condividiamo.
A meno che non sia espressamente imposto dalla traccia, poco importa il modello adottato, l'importante è che ci sia! Le ragioni sono due:
- senza modello, il discorso rischia di procedere a tentoni;
- mettere ordine tra le idee ne produce di nuove, contribuendo quindi ad arricchire e variare logicamente il discorso.
4) La giusta direzione.
La vostra scaletta prende in considerazione i temi, le parole chiave e vi permette di rispondere in maniera completa al quesito che avete analizzato nel titolo? Se la risposta è no, modellate la vostra scaletta secondo il vostro obiettivo... molto più semplice farlo a questo punto piuttosto che più avanti, quando il tema è già in fase di elaborazione scritta.
5) Idee che diventano parole.
Ora puoi iniziare a elaborare lo scritto!
I vostri argomenti, parole chiave e associazioni frutto del brainstorming, ordinati in una scaletta secondo il vostro ordine scelto, devono ora "gonfiarsi" e diventare frasi e paragrafi scritti in un italiano scorrevole e corretto. Qui conta tanto la dimestichezza che si ha con la lingua scritta. Leggere libri è di sicuro aiuto. Ma se non ne avete mai letti, farlo ora, a pochi giorni dall'esame, non vi aiuterà più di tanto. Se questo è il vostro caso, adottate un approccio semplice ma non banale: scrivete frasi brevi, fate in modo che ogni frase abbia senso compiuto, evitate ripetizioni.
Se l'idea che volete esprimere è complessa, usate più frasi. Evitate i periodi interminabili e “pesanti”.
Quello che state scrivendo è un ragionamento e, come si conviene, questo deve essere chiaro e logico. Meglio ancora se dimostrate un utilizzo fine della lingua italiana, delle sue sfumature e possibilità espressive. Questo è però secondario alla qualità delle idee e alla chiarezza espositiva del contenuto.
Nulla vi vieta di spostare l'ordine dei paragrafi se questo rende più lineare e convincente il vostro discorso. Personalmente, mi è capito più di una volta di rendermi conto, trascrivendo un tema, che la mia prima frase era in realtà un'ottima conclusione al mio discorso.
Il processo di scrittura di un testo complesso come un tema è una vera e propria costruzione. Difficilmente però l'ordine con cui avere sviluppato le idee è anche il migliore per esporle. Non abbiate paura di “muovere” interi paragrafi, da una parte all'altra del testo, se ciò dona maggiore coerenza al vostro lavoro.
6) Diritti alla meta.
Ecco cosa bisogna verificare:
- ho dato la mia personale e motivata risposta al quesito del tema?
- ho preso in considerazione i diversi punti individuati nell'analisi del titolo?
- ho dato adeguato spazio nella stesura alle idee più importanti?
- sono riuscito a “legare” insieme le mie idee in un discorso coerente e, se possibile, convincente?
7) Il miglior aspetto possibile.
Prima di procedere a questa operazione riprendete un po’ fiato, tentando di guardare al vostro lavoro con occhi distaccati, come se a scrivere fosse stato qualcun altro e voi foste lì a leggere per la prima volta. Se avete tempo a disposizione, prendetene un po' per respirare e, perché no, per assaporare l'atmosfera dell'esame. Il grosso del vostro primo impegno di maturità è compiuto... ora si tratta di “confezionarlo” nel miglior modo possibile.
Trascrivete il tema in “bella”: limate le imperfezioni, correggete eventuali incongruenze, legate con le congiunzioni più appropriate le frasi che lo richiedono.
Scrivete in modo chiaro e facilmente leggibile (una cattiva grafia ha un effetto micidiale su chi deve correggere!).
Attenzione agli errori di ortografia! Un trucchetto per evitarli è quello di rileggere il testo parola per parole partendo dal fondo.


