GTD è l'acronimo di Getting Things Done, bestseller di David Allen (tradotto in italiano con il nome di “Detto, Fatto!”) che propone un sistema di organizzazione e produttività personale da utilizzare nella vita quotidiana, nel lavoro e, come vedremo, anche nello studio.
Brevemente, il metodo GTD punta a spostare ogni impegno e scadenza dalla propria mente, annotando puntualmente su supporti esterni (detti "raccoglitori" o "secchi") tutto ciò che in futuro richiederà la nostra attenzione.
Sugli elementi "raccolti" verranno effettuate periodiche revisioni e, soprattutto, si identificheranno le prossime azioni necessarie a portare avanti o a termine tale consegna.
Quella del prendere appunti può diventare una vera e propria arte, tanto più importante quanto le informazioni da raccogliere si fanno più complesse.
Ed è esattamente ciò che succede man mano che si procede nella scuola, passando dalle elementari alle medie, superiori e università.
Ricordo benissimo il mio personale percorso ad ostacoli quotidiano, da bambino, per portare a termine i compiti a casa.
Quante volte, e quanto volentieri, sono inciampato su: pagine ed esercizi segnati sbagliati sul diario, gli amici che avevano già finito e mi chiamavano dalla finestra, le mille distrazioni di una fervida immaginazione, i soprusi e le battaglie contro una sorella minore, i cartoni in TV, il frigorifero...
La scuola è finita. Di studiare se ne riparlerà dopo le vacanze... o no?
Secondo dati del Ministero dell'Istruzione, dovranno recuperare una o più insufficienze a settembre il 22% degli studenti del liceo classico, il 25,4% dei ragazzi dello scientifico e il 24,7% del linguistico.
Sono sempre più convinto della necessità per gli studenti di aggiornare le loro strategie e metodo di studio, non solo dedicando maggiore attenzione all'organizzazione del lavoro personale o a all'elaborazione dei contenuti, ma anche attraverso un uso creativo degli strumenti informatici e della tecnologia.
Pensare di cambiare le abitudini di studio può sembrare rischioso... siamo tutti stati abituati a pensare che prepararsi a un esame o verifica debba per forza essere un'attività ripetitiva e monotona: si studia con il libro o il quaderno, si legge, si rilegge, si memorizza, si ripete. Non c'è altro modo. E invece sì. Avete iniziato anche ad ascoltare i podcast... cos'altro si può fare?

Arriva tra poco più di una settimana (il 25 giugno) la prima prova della maturità 2009.
Che siate all'università, all'ultimo anno di superiori o di medie, in questo periodo tutti condividete un impegno incombente: arrivano gli esami!
Ma anche chi non ha esami ufficiali in vista, ha comunque in queste ultime settimane prima della pausa estiva, un intenso periodo di verifiche, interrogazioni, progetti e ricerche da portare a termine.
Scritto da: pier paolo faresin in metodo di studio on
20 Aprile 2009
Qualche tempo fa, seguivo una trasmissione in TV su Kim Peek.
Il suo nome probabilmente non vi dice nulla, ma forse avete sentito parlare di Rain Man: il film con Tom Cruise e Dustin Hofmann che racconta le vicende umane e le straordinarie capacità di un adulto autistico. Il personaggio interpretato da Hoffman si ispira appunto a Kim Peek, che è il "vero" Rain Man.
Secondo molti studenti delle superiori e del primo anno di università, la necessità di avere un sistema di archiviazione è inesistente.
Faldoni, cartelle, raccoglitori sono troppo spesso ritenuti strumenti organizzativi di cui si può tranquillamente fare a meno ("...tanto so dove metto le mie cose..." è una cosa che ci si ripete spesso da studenti).