Gli assassini psicopatici rendono imperdibili alcuni programmi televisivi, ma che cosa esattamente fa scattare il loro comportamento?
Il neuroscienziato Jim Fallon parla di scansioni cerebrali e di analisi genetiche che possono svelare i cortocircuiti nella natura (e nell'ambiente) degli assassini.
Settimana scorsa mi è capitato di leggere un interessante articolo del New York Times dal titolo "Understandig the Anxious Mind", che trattava dei recenti studi longitudinali condotti su gruppi di soggetti particolarmente "sensibili".
Un esperimento longitudinale è uno studio prolungato nel tempo, che cerca di capire come si sviluppano negli anni, in un gruppo di soggetti, determinate caratteristiche o tratti personali.
Daniel Tammet è un savant: ciò che molti di noi definirebbero un genio, una persona dotata di capacità intellettive prodigiose.
Sembra le abbia acquisite all'incirca all'età di 4 anni, in seguito a un attacco epilettico.
Diversamente da altri individui con caratteristiche simili ma spesso affetti da sindromi invalidanti, come l'autismo, Tammet è del tutto in grado di comunicare e "spiegare" cosa succede nella sua mente, quando calcola in pochi secondi la quarta potenza di 37 o divide 13 per 97 o aggiunge una nuova lingua alle 9 che già conosce.