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Sabato 13 Dicembre 2008 13:34

L'esame neuropsicologico

L'esame neuropsicologico esprime un giudizio comprensivo delle funzioni cognitive e comportamentali attraverso l’utilizzo di osservazioni, colloqui e procedure e test standardizzati e tarati. Rappresenta uno degli strumenti di indagine più utilizzati e apprezzati nella valutazione delle conseguenze propriamente cognitive degli eventi traumatici – sia in presenza sia in assenza di lesioni cerebrali altrimenti documentabili. Non vi sono procedure invasive.

Include l’esame sistematico di svariate funzioni mentali, tra cui:

  • l’intelligenza
  • la risoluzione di problemi
  • la pianificazione e l’organizzazione
  • l’attenzione, la memoria e l’apprendimento
  • il linguaggio
  • le abilità scolastiche e accademiche
  • le abilità percettive e motorie
  • le emozioni, il comportamento e la personalità

Nessun altro tipo di indagine del substrato neurobiologico dei processi cognitivi è in grado di fornire informazioni riguardanti le modalità di funzionamento cognitivo in quanto tale, che è esattamente il tipo d'informazione rilevante in ambito giudiziario (Bianchi, 2005; Bianchi e Cantagallo, 2008).

Quando è utile l'esame neuropsicologico?

L'esame neuropsicologico non riguarda soltanto l'ambito forense, ed è consigliato in ogni caso in cui si sospetti una riduzione dell’efficienza delle funzioni cognitive o un'alterazione del comportamento. Contribuisce a diagnosticare o da escludere le seguenti condizioni, quantificandone inoltre l’impatto sul funzionamento cognitivo e sulla quotidianità:

  • trauma cranico
  • ictus
  • disturbi dell’apprendimento, evolutivi o acquisiti
  • disturbi da deficit di attenzione e iperattività (DDAI)
  • disturbi psichiatrici e neuropsichiatrici
  • condizioni mediche e trattamenti
  • effetti tossici o abuso cronico di sostanze
  • demenze (es.: Alzheimer)