Bambini «difficili» e festività: una guida per genitori

Anche quest’anno è arrivato il periodo delle festività, un tipico momento per riunioni familiari, pranzi e cene, scambi di visite e di doni. Non esattamente un periodo facile per i bambini che mostrano qualche rigidità nel rapportarsi con gli altri o nell’adattarsi al festoso contesto (tra cui, ad esempio, quelli con DSA, ADHD o alcune forme di autismo). Molti stanno ancora maturando le proprie abilità interpersonali e un senso di sé assieme agli altri (chiamiamolo «autostima») e nel mondo.

Può quindi capitare che proprio questo periodo di festa si trasformi per i bambini con DSA ma non solo in un’occasione in cui sentirsi meno capaci, esclusi o isolati, infine più esposti ai propri limiti. Le situazioni nuove, imprevedibili, di esposizione personale possono costituire fonti di attivazione emotiva negativa, alla base di alcuni comportamenti impulsivi, distratti, oppositivi, disorganizzati, ritirati.

Tu puoi dare loro una mano. Ecco di seguito alcune idee. Non tutte andranno bene nel tuo specifico caso, quindi affidati alla conoscenza che hai di tuo figlio per capire quali possono essere le più adeguate.

1. Fai partecipare i bambini alla scelta o alla realizzazione di regali personalizzati

Incoraggia i bambini a creare qualcosa di speciale per i familiari, parenti o gli amici più intimi. I bambini con disturbi dell’apprendimento sono spesso dotati dal punto di vista artistico o tecnico. Le idee possono essere tante: creare decorazioni natalizie o biglietti di auguri, aiutare nella preparazione di biscotti o dolcetti, creare segnaposto personalizzati per i pranzi o le cene...

2. «Prepara» i tuoi figli ai prossimi eventi (cene o pranzi, riunioni, feste)

Spiega ai bambini il perché della riunione, come pensi di organizzare le cose e in che cosa loro ti potranno aiutare. Ecco degli esempi:

  • i nostri ospiti arriveranno verso le sei del pomeriggio. Io li riceverò alla porta mentre voi aspetterete in soggiorno. Poi io verrò a presentarvi gli ospiti. Se ci sono altri bambini, potrete andare a giocare assieme;
  • i grandi staranno quasi sempre nel salotto, mentre i bambini giocheranno nelle camerette. Ogni tanto verrò a darvi un’occhiata per sapere se va tutto bene. Se vi serve qualcosa venite a chiamarmi;
  • la cena sarà pronta verso le otto di sera. Verso le sette e mezza mi servirà una mano da parte vostra. Sistemeremo insieme le ultime cose e mi aiuterete a chiamare tutti a tavola.

3. Chi ci sarà alla festa?

Puoi mostrare ai bambini delle foto e ricordare con loro le precedenti occasioni in cui avete già incontrato gli ospiti che verranno. Fai vedere (con uno schema, disegno o diagramma) qualche relazioni di parentela tra gli ospiti e voi (sorelle, zii, cugini, mariti, mogli).

4. Fate delle prove...

Per qualche bambino anche le cose apparentemente più spontanee possono porre delle difficoltà. Non dare per scontato che di fronte a situazioni emotivamente «calde» tua figlia sia perfettamente a suo agio e sappia subito come comportarsi. Potete fare delle prove su:

  • come ricevere un regalo, scartarlo, ringraziare;
  • come accogliere gli altri bambini presenti all’incontro;
  • come presentarsi a un adulto e rispondere alle sue domande;
  • come ricevere i complimenti e, se si vuole, come ricambiarli;
  • come reagire alle (talvolta eccessive) manifestazioni di affetto di zii e nonne.

5. Se lo ritieni opportuno, potresti far presente ai vostri ospiti che tuo figlio:

  • ha un umorismo particolare e non sempre capisce le battute degli altri;
  • fatica a capire se si tratta di uno scherzo o di una battuta dal solo tono della voce;
  • prende le cose molto alla lettera;
  • quando inizia a parlare si dimentica che qualcun altro vorrebbe intervenire o che qualcun’altro vorrebbe prendere la parola;
  • interrompe gli altri perché non sempre si rende conto che chi ha di fronte non ha ancora finito il suo discorso;
  • non ama essere toccato, abbracciato, accarezzato.

6. Inserisci gradualmente tua figlia nelle conversazioni o in altre attività

Se tua figlia fatica a inserirsi in una conversazione, dalle una mano. Quando noti che ha qualcosa da dire, chiedi la sua opinione. Se parla troppo, aiutala a concludere e passa la parola ad altri. Durante giochi e attività, non lasciare che stia in disparte, ma invitala a partecipare dandole sempre un preciso ruolo.

7. Non lasciarlo in balia del caos!

Tanta gente, molti sconosciuti, musica, filmati, canti, giochi. Le feste possono rappresentare un sovraccarico di stimolazione sensoriale non proprio piacevole per un bambino con disturbi dell’apprendimento o del comportamento. Organizzati quindi per garantire le esigenze di tranquillità, le abitudini e le sicurezze di tuo figlio. Dagli la possibilità di chiederti di allontanarsi dalla festa per stare un po’ per conto suo in una camera o in giardino. Tieni il bambino sott’occhio, e se ti sembra a disagio per la troppa confusione, accompagnalo a fare un giro fuori casa.

8. Prevedi le difficoltà di tua figlia

Se tua figlia ha difficoltà nella lettura o non se la sente di leggere di fronte ad altre persone, evita che debba leggere ad alta voce i biglietti dei regali. Se lei è d’accordo leggeteli voi o semplicemente passatele il regalo da scartare precisando che è da parte dello zio o della nonna, ecc.

Se tua figlia non coglie una battuta o una barzelletta, spiegagliela in disparte o raccontagliela in modo che possa capirla.

9. Fallo sentire utile e importante!

Dai a tuo figlio un ruolo che possa farlo brillare! Potresti chiedergli:

  • di essere vostro assistente nella preparazione di un piatto per la cena;
  • esporre uno dei suoi progetti di arte o di scienze nel salotto dove si riuniranno gli ospiti;
  • di organizzare i giochi che faranno i bambini;
  • di fare qualche foto durante la festa;
  • di distribuire i regali o altri ricordi agli ospiti.

10. Fate sapere alle persone che lavorano con tuo figlio quanto ci tenete!

Scrivete un biglietto di ringraziamento agli insegnanti che si occupano in prima persona delle esigenze di tuo figlio e che si impegnano a rendergli la vita meno difficile. Fate sapere a insegnanti di sostegno, babysitter o chiunque altro abbia preso a cuore le sue eventuali difficoltà quanto li apprezzate e quanto il loro impegno è importante per la sua autostima e crescita serena. Chiedi a tuo figlio se se la sente di scrivere due righe di auguri per una particolare insegnante o chiunque altro voi riteniate opportuno.

11. Le feste sono un buon momento per leggere, per il semplice gusto di farlo

Porta tua figlia in libreria e scegliete insieme un libro. Condividete ad esempio una storia natalizia, leggetela insieme e ricordatela. Lascia da parte per quest’occasione le mille richieste e osservazioni che nel corso dell’anno assillano la vita scolastica di tua figlia. Lasciala leggere se vuole e, se commette errori, rileggile il passaggio senza fare altri commenti.

12. Proponi a tuo figlio di compiere una buona azione

Questo periodo dell’anno potrebbe essere quello giusto per proporre a tuo figlio se se la sente di fare qualcosa per i meno fortunati. Probabilmente le varie associazioni della vostra comunità hanno organizzato qualche raccolta di cibo, vestiti o altro alla quale volete partecipare e nella quale puoi coinvolgere anche tuo figlio.

Incoraggialo a cambiare punto di vista e a mettersi nei panni degli altri. Ascolta le sue idee su come aiutare i meno fortunati e dagli un ruolo nella raccolta del cibo (può scrivere una piccola lista della spesa) o dei vestiti che non vi servono più.

Si tratta di piccole attività che possono gratificare e contribuire all’autostima del tuo bambino. Ma soprattutto ci ricorda che ogni bambino, pur con le proprie particolarità, mantiene intatte una serie di competenze e abilità che non vanno dimenticate e che bisogna quindi incoraggiare e stimolare quando possibile!

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